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Monumenti e opere di Controguerra

Un piccolo viaggio attraverso i monumenti e le opere della storia controguerrese

Con un passato e una storia così ricca, com'è quella di Controguerra, molti sono i monumenti e le opere degne di rilievo; tra queste:

• Il Torrione

Veduta del TorrioneFu costruito nel 1370 su resti di edifici romani. Collocato sul culmine dell'altura domina tutto il paese è costituito da un complesso in laterizio con torrione a pianta quadrata, denominato Palazzo Ducale in riferimento alla passata signoria degli Acquaviva.
La torre ha un basamento a scarpa di natura ambigua, forse originale o forse un rinforzo. L'insieme è a tal punto rimaneggiato da rendere difficile ogni datazione stilistica, ma la più probabile rimane quella che vuole la torre di epoca tardomedievale ed il resto di età Acquaviviana.

 
• Lapide Plebani

Epigrafe romana rinvenuta nel 1878 in contrada S. Croce, oggi conservata nell'interno del Palazzo Rossi-Barcaroli.
 
• Chiesetta di S.Francesco

Al suo interno consente di ammirare un'antica e ben conservata Statua Lignea di S. Antonio da Padova.
 
• Chiesa di S.Maria delle Grazie

Prospetto della chiesa S.Maria delle GrazieQuesta chiesa ci appare oggi nella veste del restauro del 2000. Divisa in tre navate, presenta una facciata in laterizio a coronamento rettilineo, scandita da doppie lesene ai lati dell'ingresso e timpano centrato sull'architrave. Il campaniletto a vela innestato sul muro settentrionale risale forse, come il muro stesso, a restauri seicenteschi dell'edificio più antico e presenta le campane del XVIII secolo.
L'interno presenta un altare ligneo dorato e dipinto a doppie colonnini tortili, con al centro un altorilievo in terracotta raffigurante la madonna con il bambino, così pesantemente ridipinto da impedirne ogni selezione stilistica.
 
• La Cappellina della Icona

Piccola struttura sacra, al suo interno custodisce un affresco del '600.
 
• Le Pinciaie

Case rurali in argilla, quasi sempre prive di fondazioni, erano costruite con blocchi di terra precedentemente realizzati ed essiccati all’aria. Questi ultimi, disposti in modo da definire il perimetro della casa, venivano mescolati ad acqua, paglia, avena ed infine lavorati ed impastati a mano.
Il tutto richiedeva non meno di due settimane. Era necessario attendere poi una decina di giorni perché la struttura si consolidasse per poi essere rifinita o, eventualmente, innalzata ulteriormente fino al primo piano.

Solitamente la casa di terra si costruiva su una collinetta o su una parte alta del terreno perché in caso di pioggia l’acqua non ristagnasse ma scorresse via facilmente e la casa rimanesse sempre asciutta.
Nelle campagne controguerresi si possono ancora ammirare esemplari di tali costruzioni alcune delle quali ancora in buono stato di conservazione.

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