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La
gastronomia Controguerrese

Piatti
tipici e specialità locali tradizionali
La gastronomia tipica controguerrese come tutta
quella abruzzese è caratterizzata dall'attaccamento della
gente alla propria terra, dal legame con i prodotti naturali, per
cui è una cucina semplice, umile, che è riuscita a
tramandare nei secoli le ricette più antiche.
Tra
i caposaldi della cultura culinaria di questa zona troviamo i maccheroni
alla chitarra. Prendono il nome dalla "chitarra",
lo strumento con cui si lavora la pasta per ottenerli. Quest'oggetto,
al centro delle tradizioni culinarie abruzzesi, è composto
da un telaio rettangolare di legno di faggio su cui sono tese sottili
corde di metallo. Passandovi con un mattarello le sfoglie di pasta
si ottengono i maccheroni che una tradizione antica vuole conditi
con un ragù di agnello e peperoni irrorato di vino.
Un
altro primo fortemente legato alla tradizione sono le scrippelle
'mbusse probabilmente lontane parenti delle crêpes
francesi, che hanno acquisito in Abruzzo un carattere tutto
particolare, grazie anche al pecorino grattugiato, che deve essere
di buona stagionatura.
La tradizione le vuole fritte solitamente nella sugna e, appena
cotte, cosparse con il pecorino.
Una volta messe nel piatto,poi, viene versato del brodo bollente
di gallina. Con le stesse scrippelle si pùo inoltre preparare
il timballo una sorta di pasta al forno
realizzata con sfoglie e ripiena di vari ingredienti tra cui carne,
uova, latte e parmigiano.
il
piatto più celebre è costituito però, senza
dubbio dalle virtù , antica ricetta
di verdure che l'usanza vuole si consumi agli inizi di maggio. Sono
un piatto beneaugurante che include sette
tipi di legumi secchi (i resti delle provviste dell'inverno),
sette tipi di legumi freschi e sette
tipi di verdure (i prodotti del presente), sette
qualita’ di carne, sette forme
di pasta, sette condimenti,
sette ore di cottura.
Ancora, tipicamente di questa zona, sono le mazzarelle.
Sembrano un secondo e, di certo, la prima impressione sarà
quella di considerarle una portata successiva al timballo o ai maccheroni
alla chitarra. Invece, le mazzarelle sono
un primo, anzi: il primo obbligatorio del
pranzo pasquale, una sorta di tradizionale ouverture dedicata
all'agnello ed evocatrice di un indimenticato e indimenticabile
passato di quotidianità contadina. Piatto semplice, all'apparenza,
coratella di agnello avvolta in foglie di indivia legate con budelline
dello stesso agnello, ma soggetto all'irrisolto dibattito tra due
scuole di pensiero: quella della mazzarella semplice, cotta in un
soffritto che ne esalti il sapore, e quella della mazzarella in
umido, lasciata cuocere in un sughetto che si impreziosisce degli
umori delle carni d'agnello.
Tra i secondi troviamo soprattutto piatti a base
di carne come gli arrosticini, esili spiedini
lignei con pezzetti di castrato cotti a brace viva; l’agnello
cacio e ovo, una saporosa rustica fricassea; la
galantina e il tacchino alla canzanese,
piatti freddi con gelatine ricavate dalle stesse vivande, dai sapori
molto "alti", insieme netti e morbidi.
Tra i prodotti tipici inoltre non si possono dimenticare la pizza
di Pasqua, un panettone rustico con formaggio e pepe;
le crostate rustiche,spesso impreziosire
dall'involucro di pasta frolla dolce, ripiene d'ogni ben di Dio:
uova, salsicce, formaggi freschi, ricotta, verdure, con tutti gli
aromi e spezie che fantasia e gusto hanno escogitato e infine le
salsicce da spalmare profumate di noce moscata, di fegato, agliate
o piccanti.
Dulcis in fundo abbiamo i Caggionetti
dolci fritti di pasta sfoglia ripieni di un impasto costituito da
ceci, cioccolata, cannella, limone, rum e noce moscata. Al posto
dei ceci a volte troviamo le castagne.
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